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brano
 
Cicerone
Pro rege Deiotaro, 28
 
originale
 
28. Imitari, Castor, potius avi mores disciplinamque debebas quam optimo et clarissimo viro fugitivi ore male dicere. Quod si saltatorem avum habuisses neque eum virum, unde pudoris pudicitiaeque exempla peterentur, tamen hoc maledictum minime in illam aetatem conveniret. Quibus ille studiis ab ineunte aetate se imbuerat, non saltandi, sed bene ut armis, optime ut equis uteretur, ea tamen illum cuncta iam exacta aetate defecerant. Itaque Deiotarum cum plures in equum sustulissent, quod haerere in eo senex posset, admirari solebamus: hic vero adulescens, qui meus in Cilicia miles, in Graecia commilito fuit, eum in illo nostro exercitu equitaret cum suis delectis equitibus, quos una cum eo ad Pompeium pater miserat, quos concursus facere solebat! Quam se iactare, quam ostentare, quam nemini in illa causa studio et cupiditate concedere!
 
traduzione
 
28 0 Castore, avresti dovuto imitare la rigorosa moralit? di tuo nonno piuttosto che diffamare un uomo eccellente e notissimo per bocca di uno schiavo fuggiasco! Anche se tu avessi avuto come nonno un ballerino e non un uomo tale da offrire esempi di onorata morigeratezza, tuttavia questa tua diffamazione non avrebbe alcun senso data quell'et?. Quelle passioni di cui si era imbevuto fin dagli anni giovanili, non per la danza ma per l'abile uso delle armi e per l'abilissimo maneggio dei cavalli, lo avevano tuttavia abbandonato, perch? era ormai trascorsa l'et? adatta a esse. E cos?, dopo che molti servi avevano issato Deiotaro a cavallo, di solito lo guardavamo con ammirazione, perch? poteva, vecchio com'era, star saldo in sella; invece il giovanotto qui presente, che fu mio soldato in Cilicia e in Grecia mio commilitone, quando cavalcava nelle fila di quel mio esercito con i suoi cavalieri scelti, che insieme a lui suo padre aveva inviato a Pompeo, quale folla soleva radunare, come si vantava, come si metteva in mostra, come non era secondo a nessuno in passione ed entusiasmo per quella causa!
 

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